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Dove si puo’ svapare e cosa dice la legge

In Italia la sigaretta elettronica non puo’ essere usata nei locali chiusi aperti al pubblico, negli uffici pubblici, sui mezzi di trasporto e nelle scuole, seguendo di fatto le stesse regole delle sigarette tradizionali. In bar e ristoranti la decisione finale spetta al gestore del locale, che puo’ vietarne l’uso anche dove la legge non lo impone espressamente. La vendita e’ consentita solo ai maggiorenni, e questo vale anche per gli acquisti online con consegna a domicilio. I prodotti in commercio devono rispettare i requisiti della direttiva europea TPD su formati, contenuti ed etichettatura.

Locali chiusi aperti al pubblico e uffici

La normativa italiana equipara in larga parte l’uso della sigaretta elettronica al fumo tradizionale per quanto riguarda gli spazi chiusi frequentati da piu’ persone. Questo significa divieto negli ambienti di lavoro condivisi, nelle sale d’attesa, negli sportelli pubblici e in generale in tutti i locali chiusi aperti al pubblico dove esiste gia’ un divieto di fumo.

Negli uffici della pubblica amministrazione il divieto e’ netto e non lascia margini di interpretazione: che si tratti di un comune, di una asl o di un ufficio postale, la sigaretta elettronica non si usa negli ambienti interni. Chi lavora in questi contesti deve fare riferimento al regolamento interno dell’ente, che spesso ribadisce esplicitamente il divieto anche per i dispositivi a vapore.

Nelle strutture sanitarie il discorso e’ ancora piu’ rigido: qui il divieto si estende spesso anche agli spazi esterni di pertinenza, come cortili o aree di ingresso, proprio per la natura sensibile dei luoghi. Lo stesso vale per le scuole di ogni ordine e grado, dove il divieto riguarda sia gli spazi interni che le aree esterne di competenza dell’istituto, comprese quelle frequentate dagli studenti durante l’orario scolastico.

Bar, ristoranti e locali privati: la parola al gestore

Nei locali di somministrazione come bar, ristoranti, pub e simili, la legge lascia al gestore la facolta’ di decidere se consentire o meno l’uso della sigaretta elettronica al suo interno. Non esiste quindi una regola uniforme valida ovunque: alcuni esercenti la permettono, altri la vietano allineandosi al regime del fumo tradizionale, altri ancora la consentono solo in aree specifiche.

Chi entra in un locale e vuole usare la sigaretta elettronica deve quindi verificare la cartellonistica esposta all’ingresso o chiedere direttamente al personale. In assenza di indicazioni chiare, conviene sempre chiedere prima di accendere il dispositivo, per evitare situazioni spiacevoli.

Questa discrezionalita’ del gestore vale anche per altri locali privati aperti al pubblico, come negozi, centri commerciali o sale gioco: la decisione finale spetta a chi gestisce lo spazio, che puo’ applicare regole piu’ restrittive rispetto al minimo previsto dalla legge.

Mezzi di trasporto: aereo, treno, nave

Sui mezzi di trasporto pubblico la sigaretta elettronica non si usa, allo stesso modo delle sigarette tradizionali. Questo vale per autobus urbani ed extraurbani, tram, metropolitane e in generale per tutti i mezzi di trasporto collettivo che circolano sul territorio.

In aereo il divieto e’ assoluto e riguarda l’intera durata del volo, inclusi i momenti di rullaggio a terra prima del decollo e dopo l’atterraggio: le compagnie aeree applicano questa regola in modo rigoroso, e l’uso del dispositivo puo’ comportare conseguenze anche gravi in termini di sicurezza del volo, oltre a sanzioni.

Sui treni il divieto segue lo stesso schema del fumo tradizionale: non si puo’ svapare nelle carrozze, nei corridoi e negli spazi comuni. Alcune stazioni possono prevedere aree esterne dedicate, ma all’interno dei convogli la regola resta invariata su tutte le tratte, regionali e a lunga percorrenza.

Sulle navi la disciplina puo’ variare a seconda della compagnia e del tipo di imbarcazione, ma anche qui la tendenza generale e’ quella di vietare l’uso negli ambienti chiusi comuni, lasciando eventualmente la possibilita’ negli spazi esterni all’aperto, quando previsto dal regolamento di bordo.

Il limite dei 18 anni e la consegna a domicilio

La vendita di sigarette elettroniche, liquidi e ricambi e’ consentita esclusivamente a chi ha compiuto 18 anni. Questo vale sia per l’acquisto in negozio fisico, dove viene richiesto un documento in caso di dubbio sull’eta’, sia per gli acquisti effettuati online.

Nel caso di smo-kingshop.it, come per qualsiasi rivenditore che opera nel rispetto della normativa, l’acquisto online prevede una dichiarazione di maggiore eta’ al momento dell’ordine. Alla consegna, il corriere puo’ richiedere l’esibizione di un documento d’identita’ per verificare che chi ritira il pacco abbia effettivamente compiuto 18 anni: se il destinatario non e’ in grado di dimostrarlo, la consegna non viene effettuata.

Questo meccanismo di verifica serve a garantire che il prodotto non arrivi a minorenni, ed e’ un passaggio che riguarda l’intera filiera, dal produttore al rivenditore fino al corriere che effettua la consegna fisica del pacco.

Cosa impone la direttiva TPD su formati ed etichette

La direttiva europea sui prodotti del tabacco, nota come TPD (Tobacco Products Directive), regola in modo dettagliato anche il settore delle sigarette elettroniche e dei liquidi da svapo. Uno degli aspetti piu’ evidenti riguarda i formati: i flaconi di liquido contenente nicotina non possono superare i 10 millilitri di capacita’, mentre le cartucce e i serbatoi dei dispositivi non possono contenere piu’ di 2 millilitri di liquido.

Sul fronte delle etichette, la normativa impone la presenza di avvertenze sanitarie chiaramente visibili sulle confezioni, oltre all’indicazione della lista degli ingredienti e del contenuto di nicotina espresso in milligrammi per millilitro. Queste informazioni devono essere riportate in modo leggibile e non possono essere nascoste o rese poco visibili.

La direttiva stabilisce inoltre un limite alla concentrazione massima di nicotina nei liquidi, fissato a 20 milligrammi per millilitro, superato il quale il prodotto non puo’ essere commercializzato come sigaretta elettronica nei mercati europei. Tutti i prodotti venduti attraverso i canali ufficiali, compreso lo shop online di Smo-King, rispettano questi parametri stabiliti dalla normativa comunitaria.

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Domande frequenti

Si puo’ svapare in ufficio durante la pausa pranzo?

Negli uffici pubblici il divieto e’ generalmente valido in tutti gli spazi interni, pausa pranzo compresa. Negli uffici privati la regola dipende dal regolamento aziendale interno, che puo’ essere piu’ o meno restrittivo rispetto al minimo di legge. In caso di dubbio conviene chiedere alle risorse umane o al datore di lavoro.

In un bar posso chiedere se posso usare la sigaretta elettronica?

Si’, anzi e’ la cosa giusta da fare perche’ la decisione spetta al gestore del locale. Alcuni bar la consentono, altri la vietano seguendo le stesse regole del fumo tradizionale. La cartellonistica esposta all’ingresso di solito chiarisce la posizione del locale.

Cosa succede se il corriere consegna a un minorenne per errore?

Il sistema di verifica prevede che il corriere richieda un documento d’identita’ al momento della consegna. Se chi ritira il pacco non puo’ dimostrare di avere 18 anni, la consegna non viene effettuata e il pacco torna al mittente o resta in giacenza secondo le procedure del corriere.

Perche’ i flaconi di liquido sono venduti solo da 10 ml?

E’ un obbligo stabilito dalla direttiva europea TPD, che fissa questo limite di capacita’ per i flaconi di liquido contenente nicotina. Il limite si applica a tutti i produttori e rivenditori che operano nel mercato europeo, non e’ una scelta del singolo negozio.

Sui traghetti si puo’ svapare?

Dipende dalla compagnia di navigazione e dal regolamento della specifica imbarcazione. In genere il divieto vale negli spazi chiusi comuni, mentre puo’ essere consentito nelle aree esterne all’aperto. Conviene sempre verificare le indicazioni fornite a bordo o al momento dell’imbarco.

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Prodotti riservati ai maggiorenni di 18 anni. I liquidi con nicotina contengono una sostanza che crea dipendenza.